Scopri le differenze tra una tavola SUP allround e una da touring sul lago

Scopri le differenze tra una tavola SUP allround e una da touring sul lago Quando ci si avvicina al mondo del paddleboard, è fondamentale comprendere le differenze tra i vari tipi di tavola SUP disponibili sul mercato, soprattutto se l’obiettivo è godersi uscite regolari sui laghi. Una delle distinzioni principali riguarda la scelta tra una tavola SUP allround e una tavola da touring. La prima tipologia, conosciuta anche come “all-around”, rappresenta un’opzione estremamente versatile: queste tavole sono generalmente più larghe (spesso intorno agli 80 cm), hanno una lunghezza che varia dai 305 ai 335 cm e presentano uno shape arrotondato sia a prua che a poppa. Questo design garantisce maggiore stabilità, rendendo la tavola ideale per principianti o per chi desidera praticare attività ricreative come il SUP yoga o brevi escursioni con amici o famiglia sul lago. La manovrabilità della tavola allround consente di affrontare senza difficoltà piccoli cambiamenti di direzione e offre sicurezza anche in caso di leggere increspature dell’acqua. Al contrario, la tavola SUP da touring nasce per gli utenti che prediligono percorsi lunghi e vogliono migliorare l’efficienza della pagaiata su tratti d’acqua piatta come quelli lacustri. Queste tavole sono più lunghe (solitamente oltre i 350 cm) e strette (intorno ai 75-78 cm), con una prua appuntita (“nose”) che favorisce la penetrazione nell’acqua riducendo al minimo la resistenza idrodinamica. Il risultato è una maggiore velocità media mantenuta nel tempo, perfetta per chi vuole esplorare nuove rive del lago o affrontare sessioni di fitness acquatico più impegnative. Inoltre, molte delle migliori marche specializzate – come Red Paddle Co., Fanatic oppure Starboard – offrono modelli touring dotati di sistemi di stivaggio tramite elastici sulla parte anteriore della coperta: questo dettaglio permette di trasportare zaini impermeabili o attrezzatura extra durante le escursioni prolungate. Un altro aspetto importante nella scelta della giusta tipologia riguarda i materiali costruttivi: sia le versioni gonfiabili (“inflatable”), molto apprezzate per facilità nel trasporto grazie allo zaino incluso, sia quelle rigide (“hard board”), preferite dagli utenti esperti in cerca delle massime prestazioni su acqua calma. È opportuno valutare attentamente il volume totale espresso in litri rispetto al proprio peso corporeo; infatti un corretto rapporto assicura galleggiamento ottimale ed efficienza durante ogni pagaiata. Infine va ricordato che accessori fondamentali come pagaia regolabile in carbonio/alluminio, leash di sicurezza alla caviglia e giubbotti salvagente omologati contribuiscono non solo a migliorare l’esperienza ma anche ad aumentare notevolmente il livello generale di sicurezza durante qualsiasi uscita con la propria tavola sup sul lago. In sintesi scegliere tra modello allround o touring dipende principalmente dalle proprie esigenze personali: relax familiare oppure sportività ed esplorazione? La conoscenza approfondita delle caratteristiche tecniche guiderà sempre verso l’investimento migliore nel vasto universo degli sport acquatici stand up paddle!

Scopri le differenze tra una tavola SUP allround e una da touring sul lago

Quando si valuta quale tavola sup acquistare per le proprie avventure sul lago, è bene considerare anche aspetti come la facilità di trasporto, la compatibilità con accessori aggiuntivi e il livello di comfort durante l’uso prolungato. Ad esempio, molti appassionati scelgono modelli gonfiabili per la loro leggerezza e praticità: una volta sgonfiata, la tavola trova facilmente posto nel bagagliaio dell’auto o nello zaino in dotazione, permettendo così escursioni spontanee in località diverse senza complicazioni logistiche. Per chi predilige invece prestazioni superiori, una tavola rigida offre risposta immediata alle manovre e grande reattività sull’acqua piatta dei laghi alpini come il Lago di Garda o quello di Como. Entrambi i tipi possono essere integrati con supporti per action cam GoPro oppure portaborraccia, ideali se si desidera documentare le proprie uscite o restare idratati durante lunghi tragitti. La scelta della pagaia gioca anch’essa un ruolo chiave: carbonio per chi cerca leggerezza ed efficienza nella spinta; alluminio per chi punta a robustezza e convenienza economica soprattutto nelle prime fasi d’apprendimento del SUP (stand up paddle). Anche enti autorevoli come la Federazione Italiana Canoa Kayak consigliano sempre l’utilizzo del leash alla caviglia su ogni tipo di tavola sup per garantire sicurezza sia ai principianti che agli sportivi esperti. In definitiva, conoscere questi dettagli tecnici permette non solo di migliorare le performance ma anche di vivere momenti indimenticabili a stretto contatto con la natura incontaminata dei laghi italiani.

Per chi desidera approfondire ulteriormente la propria esperienza, è importante valutare anche la scelta dell’abbigliamento tecnico adeguato, come le mute in neoprene o i giubbotti di galleggiamento consigliati dalla Guardia Costiera Italiana, specialmente per le uscite nei mesi più freddi. Inoltre, l’impiego di dispositivi GPS impermeabili e delle ormai popolari borse stagne consente di pianificare itinerari più complessi e portare con sé piccoli oggetti personali senza timore che si bagnino. Durante gli eventi organizzati da associazioni come SUP Italia ASD o nelle escursioni guidate proposte da centri specializzati sul Lago Maggiore o Trasimeno, la tavola sup viene spesso fornita insieme a kit completi comprensivi di pagaia regolabile e pompa ad alta pressione—elementi che facilitano sia i principianti sia coloro che intendono migliorare tecnica e resistenza. Infine, seguire corsi certificati FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak) garantisce un apprendimento corretto delle tecniche base di equilibrio e pagaiata sicura, rendendo ogni uscita non solo piacevole ma anche rispettosa delle normative vigenti sulla navigazione lacustre.

Per chi pratica regolarmente sport acquatici come il SUP, adottare una routine di manutenzione della tavola sup e degli accessori correlati – pagaia, leash e pompa – è fondamentale per prolungarne la durata e garantire performance ottimali. Organizzazioni come Decathlon Italia o la Federazione Italiana Stand Up Paddle & Surf raccomandano di risciacquare con acqua dolce tutte le attrezzature dopo ogni utilizzo in acque salate o lacustri, controllando periodicamente valvole e gonfiaggi per evitare perdite d’aria durante l’attività. Inoltre, investire in coperture protettive per il trasporto su auto o rimessaggio contribuisce a preservare la struttura della tavola da raggi UV e urti accidentali. Approfondendo le possibilità offerte dal mondo del paddleboarding attraverso workshop tematici organizzati lungo la Riviera Romagnola o partecipando a raduni sportivi riconosciuti da enti quali CONI, si ha modo non solo di confrontarsi con altri appassionati ma anche di esplorare nuove discipline affini come il kayak sit-on-top e il windsurf, ampliando così le proprie competenze nel rispetto dell’ambiente naturale italiano.

In quest’ottica, scegliere una tavola sup adeguata alle proprie esigenze – sia rigida che gonfiabile – rappresenta il primo passo per vivere al meglio ogni uscita in mare o lago. Brand leader come Fanatic, Red Paddle Co e Starboard propongono modelli progettati per discipline specifiche quali touring, yoga o racing, garantendo stabilità e facilità di manovra anche ai principianti. Non va trascurata la scelta della giusta pagaia regolabile in carbonio o alluminio e l’utilizzo del leash di sicurezza obbligatorio secondo le linee guida della Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK). Ricordarsi infine di consultare regolarmente i centri Decathlon specializzati per consigli tecnici su riparazioni rapide e accessori innovativi come sacche stagne o supporti GoPro: solo così sarà possibile godere appieno delle bellezze del litorale italiano tutelando la propria attrezzatura nel tempo.

Per chi desidera approcciarsi al mondo del SUP o perfezionare la propria tecnica, è fondamentale prestare attenzione anche all’abbigliamento tecnico: indossare una muta specifica e scarpe antiscivolo consente di affrontare con sicurezza sia le acque fredde che i lunghi tragitti. Oltre alla tavola sup, investire in accessori come pompe a doppia azione per il gonfiaggio rapido e zaini trolley facilita gli spostamenti verso spot rinomati quali il Lago di Garda o la costa della Toscana. Aziende come RRD (Roberto Ricci Designs) e JP Australia si distinguono per soluzioni avanzate dedicate sia agli appassionati che agli atleti; inoltre, partecipare ai corsi organizzati da associazioni locali affiliate alla FICK permette di apprendere nozioni fondamentali su sicurezza, regolamenti e tecniche di pagaiata. Una gestione attenta della propria attrezzatura contribuisce non solo a prolungarne la durata ma anche a vivere esperienze gratificanti esplorando calette nascoste o praticando fitness sull’acqua in totale tranquillità.

Un aspetto spesso sottovalutato, ma di grande importanza, è la scelta della pagaia: materiali leggeri come il carbonio garantiscono una maggiore efficienza nella propulsione e riducono l’affaticamento durante le lunghe escursioni. Per chi pratica SUP touring o yoga sull’acqua, optare per una tavola sup allround firmata Starboard o Naish può fare la differenza in termini di stabilità e versatilità. È consigliabile utilizzare un leash di sicurezza per mantenere sempre il contatto con la propria attrezzatura, specialmente in condizioni meteo variabili tipiche dei laghi alpini o delle spiagge dell’Argentario. Gruppi sportivi affiliati alla Lega Navale Italiana offrono sessioni guidate che permettono di perfezionare il proprio stile e condividere l’esperienza con altri appassionati; inoltre, informarsi sulle normative locali relative all’utilizzo del giubbotto salvagente contribuisce a praticare stand up paddle in modo responsabile e sicuro. Sfruttando i consigli degli esperti e investendo su accessori come borse impermeabili portaoggetti e action cam waterproof, ogni uscita sulla tavola sup diventa un’occasione unica per scoprire nuovi orizzonti acquatici con entusiasmo ed energia positiva.…

L’acquisto delle tende da sole

L'acquisto delle tende da sole

L’acquisto delle tende da sole richiede un’attenta considerazione di vari fattori. Prima di tutto, bisogna tenere conto del materiale: le tende in poliestere sono leggere e resistenti, mentre quelle in acrilico offrono una maggiore protezione dai raggi UV. È importante anche valutare il sistema di apertura: manuale o automatico? Il primo è più economico ma meno pratico, il secondo offre maggior comfort ma ha un costo superiore. Infine, non dimenticate l’estetica! Le tende da sole devono armonizzarsi con lo stile dell’edificio e dello spazio esterno. Ricordatevi di confrontare diverse offerte prima di fare la vostra scelta finale.

Dopo aver considerato materiali, sistema di apertura ed estetica, è fondamentale pensare all’installazione delle tende da sole. La posizione ottimale dipende dalla direzione del sole e dalle dimensioni dell’area da coprire. Alcune tende da sole sono progettate per essere montate su muri o soffitti, mentre altre richiedono un supporto indipendente. Assicuratevi che la struttura a cui sarà fissata la tenda sia abbastanza solida per sopportarne il peso e resistere alle intemperie. Un altro aspetto importante è l’assistenza post-vendita: optate per aziende che offrono un buon servizio di assistenza clienti e manutenzione periodica. Di grande importanza è anche l’efficienza energetica: una tenda da sole può ridurre significativamente i costi di raffreddamento in estate riflettendo i raggi del sole. Infine, non trascurate la sicurezza: verificate che le vostre nuove tende rispettino tutte le normative vigenti in termini di resistenza al vento e protezione anti-UV. Ricordatevi sempre che una scelta oculata vi permetterà di godervi al meglio il vostro spazio esterno senza preoccupazioni!

Considerando queste variabili, è importante sottolineare l’importanza della personalizzazione. Le tende da sole su misura sono infatti la soluzione perfetta per soddisfare tutte le vostre esigenze specifiche. Un professionista esperto sarà in grado di aiutarvi a scegliere il modello più adatto alle vostre necessità, valutando attentamente fattori come dimensioni, posizione e condizioni climatiche locali. Scegliendo un prodotto su misura avrete anche la possibilità di selezionare materiali e colori che si integrino perfettamente con lo stile del vostro spazio esterno. Inoltre, ci sono numerose opzioni aggiuntive disponibili, come sensori di vento e sole che regolano automaticamente l’apertura delle tende in base alle condizioni atmosferiche o sistemi motorizzati per un utilizzo confortevole e senza sforzo. Ricordate: una buona tenda da sole non solo migliora la vivibilità del vostro spazio esterno ma contribuisce anche ad aumentarne il valore! Quindi investite con saggezza nell’acquisto e nella corretta installazione delle vostre nuove tende da sole.…

Accessori migliori per praticare sport acquatici sono i paraspruzzi

Quando si tratta di praticare sport acquatici, è fondamentale avere gli accessori giusti. Tra questi, i paraspruzzi sono senza dubbio uno degli elementi più importanti. Questi strumenti, solitamente realizzati in materiali impermeabili come neoprene o nylon, offrono una protezione eccellente contro lo spruzzo dell’acqua durante la pratica di attività come il kayak o il canottaggio. Oltre a proteggere l’atleta dall’umidità e dal freddo, i paraspruzzi possono anche contribuire a migliorare le prestazioni sportive, riducendo la resistenza all’acqua e permettendo movimenti più fluidi. Inoltre, molti modelli presentano dettagli riflettenti per aumentare la visibilità in condizioni di scarsa luminosità. Infine, non bisogna dimenticare che un buon paraspruzzi può fare la differenza anche in termini di comfort: grazie alla sua capacità di adattarsi perfettamente al corpo dell’atleta e alla sua leggerezza, consente infatti di godere appieno dell’esperienza sportiva senza alcun tipo di disagio.

Accessori migliori per praticare sport acquatici sono i paraspruzzi

Scegliere i paraspruzzi più adatti alle proprie esigenze può sembrare un compito arduo, ma con le giuste informazioni diventa un’operazione semplice e intuitiva. È importante considerare alcuni fattori chiave prima dell’acquisto, come la taglia, il materiale e il design. La taglia deve essere adeguata alla corporatura dell’atleta per garantire una vestibilità perfetta e non limitare i movimenti. Il materiale, come abbiamo già detto, deve essere impermeabile ma anche resistente all’usura e agli strappi; neoprene e nylon sono spesso le scelte più popolari tra gli sportivi. Per quanto riguarda il design, questo può variare enormemente a seconda del modello: ci sono paraspruzzi con cerniere frontali o posteriori, con o senza tasche ed elementi riflettenti. Alcuni presentano addirittura imbottiture extra per proteggere determinate zone del corpo dagli urti accidentali durante la pratica dello sport. E poi ci sono colori e stampe di ogni genere per soddisfare qualsiasi gusto estetico! Insomma, i paraspruzzi rappresentano un accessorio indispensabile per tutti gli amanti degli sport acquatici che desiderano praticare in massima sicurezza e comfort. Ma non solo: grazie alla loro versatilità possono risultare utili anche in altre situazioni outdoor come escursioni in montagna o giornate di pesca al lago. Ricorda sempre che quando si tratta della tua sicurezza nell’acqua, vale la pena investire in attrezzature di qualità superiore come un buon paraspruzzi.

Quando si sta per effettuare l’acquisto, è altresì importante valutare la facilità di pulizia e manutenzione del paraspruzzi: un buon modello dovrebbe essere facile da lavare e resistente alla muffa. Un altro elemento da considerare è il comfort: se possibile, prova il paraspruzzi prima dell’acquisto per assicurarti che non crei irritazioni o disagi durante l’utilizzo. Infine, non dimenticare di controllare le recensioni dei clienti online per avere una visione più ampia delle prestazioni del prodotto in varie condizioni atmosferiche e situazioni reali. Ricorda sempre che lo scopo principale di un paraspruzzi è proteggerti dagli spruzzi d’acqua, quindi deve essere efficace in questo senso oltre ad essere comodo ed esteticamente gradevole. Il tuo benessere e la tua sicurezza durante gli sport acquatici o qualsiasi altra attività outdoor sono prioritari!

Nel valutare l’acquisto di un paraspruzzi, potrebbe essere utile anche tenere in considerazione il materiale con cui è realizzato. Materiali come l’acciaio inossidabile o la ceramica sono noti per la loro durabilità e resistenza all’usura, rendendoli una scelta eccellente per un uso a lungo termine. Per quanto riguarda il design del paraspruzzi, questo dovrebbe integrarsi armoniosamente con lo stile generale della tua attrezzatura da esterno. Puoi scegliere tra vari modelli e colori, quindi prenditi tutto il tempo necessario per trovare quello che si adatta meglio alle tue esigenze. Inoltre, alcuni paraspruzzi sono dotati di funzioni aggiuntive come tasche impermeabili o cinghie regolabili che possono migliorare ulteriormente la tua esperienza di utilizzo. E non dimenticare di confrontare i prezzi dei diversi modelli disponibili sul mercato: ricorda che un prezzo elevato non garantisce sempre una qualità superiore, quindi fai una ricerca approfondita prima di fare la tua scelta finale.…

Riduzione del seno: una guida completa

La chirurgia estetica offre una soluzione per le donne che desiderano ridurre le dimensioni del loro seno. La procedura, nota come ‘riduzione del seno’, può alleviare i disagi fisici, migliorare l’autostima e rendere più agevole la scelta dell’abbigliamento. Tuttavia, come ogni intervento chirurgico, comporta rischi e potenziali complicazioni. Ecco perché è fondamentale informarsi adeguatamente prima di prendere una decisione. Questa guida vi fornirà tutte le informazioni necessarie sulla riduzione del seno.

Procedura chirurgica per la riduzione del seno

La procedura chirurgica per la riduzione del seno, comunemente nota come mammoplastica riduttiva, è un intervento che mira a ridurre le dimensioni del seno rimuovendo l’eccesso di grasso, tessuto ghiandolare e pelle. Questa operazione è spesso eseguita per alleviare i disagi fisici causati da seni molto grandi e pesanti, come il dolore al collo o alla schiena. La procedura può variare leggermente a seconda delle specifiche esigenze di ciascuna paziente, ma in generale prevede un’incisione attraverso la quale il chirurgo rimuoverà l’eccesso di tessuto mammaria. Successivamente viene modellato il restante tessuto per creare un aspetto più proporzionato e sollevato. In alcuni casi, durante la stessa operazione viene anche eseguita una mastopessi (lifting del seno) per migliorare ulteriormente l’aspetto estetico dei seni. È importante sottolineare che la decisione di sottoporsi a una riduzione del seno deve essere attentamente ponderata e discussa con un medico esperto nel campo della chirurgia plastica.

Recupero e risultati dopo l’intervento di riduzione del seno

Dopo l’intervento di riduzione del seno, è importante seguire attentamente le indicazioni del medico per garantire un recupero ottimale. Il periodo di ripresa varia da persona a persona, ma in genere si tratta di alcune settimane. È fondamentale evitare sforzi fisici pesanti durante questo periodo e seguire una dieta equilibrata per favorire il processo di guarigione. L’uso del reggiseno post-operatorio è essenziale per mantenere i risultati ottenuti con l’intervento e minimizzare eventuali gonfiori o ematomi. In termini di risultati, la riduzione del seno può portare a un notevole miglioramento della qualità della vita delle pazienti, riducendo il disagio fisico causato da seni troppo grandi e pesanti. Può anche migliorare l’autostima e la percezione corporea, contribuendo a creare un rapporto più positivo con il proprio corpo. Tuttavia, come ogni procedura chirurgica, anche la riduzione del seno comporta alcuni rischi e potenziali complicanze che devono essere analizzate attentamente con il chirurgo prima dell’intervento. Queste possono includere reazioni avverse all’anestesia, infezioni o problemi legati alla cicatrizzazione. Infine, è importante ricordare che i risultati dell’intervento non sono immediati: ci vorrà tempo prima che il gonfiore diminuisca completamente e le nuove forme diventino evidenti. Inoltre, nel corso degli anni potrebbero essere necessari ulteriori interventi per mantenere i risultati ottenuti. In conclusione, se stai considerando una riduzione del seno, discutine attentamente con il tuo medico per capire se questa opzione è quella giusta per te e quali aspettative realistiche puoi avere in termini di recupero e risultati.

Riduzione del seno: una guida completa

Il recupero e i risultati dopo l’intervento di riduzione del seno sono strettamente collegati all’aderenza alle indicazioni post-operatorie. Riportare alla normalità le attività quotidiane può richiedere diversi giorni, mentre per ritornare ad un esercizio fisico intenso potrebbe essere necessario aspettare alcune settimane. Durante la fase di recupero, è normale avvertire un certo grado di dolore e gonfiore, ma questi sintomi dovrebbero diminuire gradualmente. In caso contrario, è importante contattare il medico. Per quanto riguarda i risultati estetici, una volta sgonfiato completamente il tessuto mammario operato, le pazienti possono aspettarsi seni più piccoli e proporzionati al resto del corpo. Questo può portare a miglioramenti significativi nel comfort fisico e nell’autostima personale. È anche importante notare che i risultati della riduzione del seno possono variare da persona a persona a causa delle differenze individuali nella guarigione dei tessuti e nella risposta dell’organismo alla chirurgia. Anche se la maggior parte delle donne è molto soddisfatta dei risultati dell’intervento, alcune possono avere bisogno di procedure aggiuntive per rifinire l’aspetto dei loro seni o correggere eventuali irregolarità. In conclusione, mentre la chirurgia di riduzione del seno può offrire molti benefici in termini di comfort fisico e benessere emotivo, è fondamentale approcciarsi all’intervento con aspettative realistiche ed essere pronti ad affrontare il processo di recupero con pazienza ed impegno.…

Mania del collagene

Collagene, collagene, collagene… cos’è questa mania del collagene?

E’ un normale lunedì d’inverno: fa un freddo cane, piove, tanto per cambiare, gli autobus sono stracolmi e dentro fa un caldo soffocante e, come di consueto, c’è un traffico pazzesco – eh già, perchè nei giorni di pioggia la gente non può mica prendere il bus come al solito, deve uscire con la propria auto! 

Arrivo in ufficio sudata, già un po’ stressata dal viaggio poco piacevole che ho dovuto fare in piedi, accanto ad una grossa signora molto poco cordiale ed il capo mi da la lieta notizia: questa settimana mi tocca lavorare anche il sabato, abbiamo un grosso cliente che ci ha dato l’ultimatum, o consegnamo entro lunedì, o ci abbandona. Quindi, alè! Tutti in ufficio anche di sabato! E, giusto per essere sicuri, se non concludiamo in giornata, ci tocca tornare anche di domenica. Che settimana orrenda mi si prospetta. Oltretutto, ma proprio di lunedì mattina doveva avvisarci il capo? Non poteva aspettare che passasse almeno metà settimana?? Adesso ho davanti a me sette giorni (perchè di certo sabato non finiremo) di lavoro filato. Ma che dico? Sono ben dodici!!! Povera me.

Dopo essermi sfogata mentalmente, ed aver accettato il mio destino, riesco a sedermi alla scrivania, accendo il computer e inizio a lavorare più concentrata che posso, sperando di riuscire a godermi la mia domenica sul divano, davanti alla TV, in compagnia di Pino (il mio cane) e tanto cibo spazzatura. La pausa pranzo arriva quindi come un secchio d’acqua fredda in faccia: come? Cosa? Quando? Di già? Esco e mi trovo in ascensore con un collega del sesto piano, uno nuovo, giovane, che mi chiede, così, a caso, se ho figli. Ma cosa vuole questo? E quando mi chiede l’età (ripeto, ma cosa vuole questo?) rimane genuinamente sorpreso di scoprire che ho un anno meno di lui, secondo lui ne dimostro ben di piu. Per fortuna le porte si aprono e schizzo fuori prima di aprire bocca, altrimenti sai le parolacce…

Il mio ristorante di sushi preferito riesce a farmi dimenticare quasi tutto, per fortuna, e ritorno in ufficio serena, e pronta per ricominciare a lavorare di gran lena, con il mio obiettivo ‘domenica libera’ sempre fisso davanti a me. Lavoro senza sosta, non parlo con nessuno, non guardo il cellulare neanche una volta, rimango pure fino alle sette pur di poter avere un giorno di libertà. 

Salgo sull’autobus semi vuoto, ormai la maggior parte della gente è a casa, e sta cenando. Mi siedo in coda e ascolto un po’ di musica. Mi cade l’occhio su una pubblicità che dichiara quanto il collagene sia fenomenale nel combattere le rughe ed ecco che mi ritorna in mente il pivello dell’ascensore che mi ha appioppato un sacco di anni in più senza un motivo. Guardo il mio riflesso sul finestrino dell’autobus, effettivamente sembro sciupata, stanca, le occhiaie sono evidenti.

Che faccio, compro la crema al collagene o mi licenzio in cerca di una vita meno stressante?…

Andare a casino Kozina

Una delle qualità dell’essere umano che più mi incuriosiscono è la nostra individualità: siamo miliardi eppure riusciamo ad essere così diversi gli uni dagli altri. E’ facile avere differenze culturali quando si appartiene a culture diverse od a forme di socialità distinte, ma, quelle a cui mi riferisco io, sono differenze che notiamo nell’incontro quotidiano con i nostri familiari ed amici, persone, quindi, molto vicine a noi per quanto riguarda le convenzioni culturali e sociali. Non solo tendiamo a sviluppare comportamenti personali, diversi da quelli di chiunque altro ci sta attorno, ma facciamo anche scelte individuali che alle volte neanche i nostri genitori capiscono o condividono. 

L’esempio che vorrei esporre qui è l’adattabilità all’ambiente circostante: vi sono persone che nascono, crescono, vivono e muoiono nello stesso luogo per tutta la vita ed altre che invece emigrano. Ora, tra quelli che rimangono, alcuni lo fanno per scelta, perché trovano di vivere in un posto molto bello ed adatto alle loro esigenze; altri lo fanno per necessità (ad esempio, il lavoro, o motivi di salute). In ogni caso queste persone dimostrano capacità di adattamento all’ambiente che li ha accolti inizialmente e non soffrono. Poi vi sono quelli che, da sempre, sentono l’urgenza di andare altrove. Non mi riferisco qui a chi emigra per necessità, ma di chi sceglie di andarsene perché qualcosa dentro gli impone di trovarsi il suo angolino di mondo, perché sa che quello dove è nato non è il posto giusto. Ecco, io appartengo a quest’ultima categoria. A vent’anni ho fatto armi e bagagli e me ne sono andata di casa, in cerca, in giro per il mondo, di quel luogo la cui energia mi avrebbe avvolto, coccolandomi, per sempre. Ho passato undici anni a girare, a cercare, a sperare e poi ho iniziato a sentire la mancanza di casa, dei miei genitori ed amici e così sono tornata. All’inizio mi sono quasi convinta la mia citta natale fosse sempre stata il posto giusto, ma dopo qualche tempo, il bisogno di andarmene era tornato e, con lui, la mia irrequietezza. Chi avrebbe mai detto che il mio angolino di mondo l’avrei trovato di lì a breve e molto vicino a casa? Che avrei dovuto solamente attraversare un confine in macchina e dirigermi al casino kozina per sentire quell’energia che stavo cercando da una vita?

Era estate e la mia amica mi aveva convinto a fare un weekend in Slovenia e, per trattarmi bene, aveva deciso di portarmi in una Spa, circondata dalla natura. Fu così che mi ritrovai davanti al casino kozina, accanto al quale avevamo l’hotel. Fissavo la scritta “casino kozina” e continuavo a pensare che c’era qualcosa di strano, qualcosa che non avevo mai provato e che non riuscivo a capire. Che fosse il gioco d’azzardo? Dopo una splendida giornata al lago, decidi di entrare al casino kozina, poiché quella sensazione ancora non mi aveva abbandonata. Finii per passarci la notte intera, divertendomi un mondo. Quando uscii era ancora buio, ma mancava poco all’alba. Non c’era nessuno in giro, il silenzio era perfettamente interrotto dal canto degli uccellini e dei grilli. Respirai l’aria fresca, profumata di natura e osservai l’acqua quasi immobile. Allora capii cos’era quella sensazione, capii di essere finalmente a casa. Per sempre.…

Le difficoltà del chirurgo plastico

Una delle specialità mediche più pagate, quella del chirurgo plastico sembra essere una vita tutta rose e fiori. Può infatti lavorare comodamente dal suo studio privato, anzichè in ospedale come molti dei suoi colleghi; in più, lavora con pazienti che si rivolgono a lui per migliorare la propria vita, quindi non si trova ad affrontare situazioni tristi o difficili. Almeno così pare. Insomma, quali sono (se ci sono) le sfide per un chirurgo plastico?

Da quanto dicono gli stessi chirurghi, i problemi più grossi che devono affrontare sono quelli relativi alla gestione del paziente con aspettative totalmente irrealistiche, il paziente che dal suo chirurgo plastico si aspetta la perfezione, anche se gli viene preventitavo che il risultato sperato potrebbe non essere all’altezza, e non per incapacità da parte del chirurgo, ma per semplice impossibilità del corpo umano di deformarsi completamente sotto il volere e il bisturi del dottore. Questo bisogno di perfezione, porta il chirurgo plastico a passare ore ed ore prima dell’intervento a revisionare la procedura nei minimi dettagli, a lavorare con precisione estrema con un alto livello di stress, consapevole del fatto che, dal risultato e dalla soddisfazione del paziente dipende la sua carriera – basta un piccolo passo falso a rovinare un nome ed una vita spesi a specializzarsi per migliorare le vite degli altri.

Un’altra difficoltà riguarda il dolore nel chirurgo di fronte a un intervento che, dovuto a complicazioni, non ha avuto il risultato previsto. Persone che si affidano al medico, nella completa fiducia, magari dopo aver a lungo risparmiato per potersi permettere l’intervento, e che vedono sfumare le loro speranze, sapendo anche che, potrebbero doversi sottoporre nuovamente ad un’operazione di riparazione.

C’è poi il problema della mancanza del giusto riconoscimento. Il mestiere del chirurgo plastico viene troppo spesso associato al solo fattore estetico, e quindi il medico chirurgo opera solo su persone sane che vogliono cambiare il loro aspetto fisico. Invece, anche questo specialista lavora per riparare tessuti, ossa e pelle danneggiati da traumi, incidenti, ustioni, malattie, malformazioni.

Infine, il chirurgo plastico deve confrontarsi con i supposti professionisti che di professionale hanno poco o nulla e che operano, a nome della chirurgia estetica, degli interventi senza le conoscenze necessarie nè gli strumenti adatti. Ecco allora che tutta la classe viene poi stigmatizzata a cause di chi si spaccia chirurgo plastico, ma a non lo è.…

Perché è importante preservare il benessere del nostro sistema immunitario

Fin dagli albori dei tempi, tutta la nostra programmazione biologica si è concentrata su due attività specifiche e ben definite, cioè la riproduzione e la sopravvivenza. Per assicurarci una maggiore sopravvivenza, quindi, si è andato a sviluppare un sofisticato quanto efficace vero esercito al servizio della nostra conservazione, noto come sistema immunitario.

Fornire la piena forza alle nostre difese immunitarie al fine di proteggerci al meglio dalle infezioni, è una missione fondamentale che deve essere compiuta da tutti noi. Infatti, come è noto, il nostro sistema immunitario è una fantastica macchina da guerra ben consolidata che ci permette di vivere in un ambiente ostile. In biologia, l’immunità si riferisce alla capacità del corpo di difendersi da sostanze che minacciano il suo corretto funzionamento o, addirittura, la stessa sopravvivenza. Queste minacce possono essere di diversa natura. Parassiti, funghi, batteri, virus, microbi e via dicendo, ogni giorno assaltano il nostro corpo.

È noto da tempo che, con l’età, l’immunità assicurata dal nostro sistema immunitario tende ad indebolirsi e, quindi, il corpo diventa più vulnerabile alle infezioni e alle malattie. Questi eventi, spesso, con il passare del tempo, possono diventare più frequenti e, in certe circostanze, addirittura più gravi. Una influenza comune può, quindi, degenerare in polmonite ed essere fatale! Pertanto, la salute e l’immunità sono strettamente legate al benessere del nostro sistema immunitario.

Tuttavia, vi sono alcune persone che soffrono di malattie del sistema immunitario, un evento che è chiamato immunodeficienza. In questi casi, il loro sistema immunitario è meno efficiente e questi soggetti sono, di conseguenza, risultanti essere più soggetti a diversi tipi di malattie. Più in generale, i numerosi dati di studi epidemiologici effettuati, evidenziano come sia fondamentale, per salvaguardare il benessere del proprio sistema immunitario, lo stile di vita.

Infatti, hanno chiaramente indicato che una non corretta alimentazione, il fumo, una cattiva qualità del sonno, una scarsa attività fisica, come pure gli alti livelli di stress, sono alcuni degli elementi che vanno ad influenzare tutti la qualità della risposta di un sistema immunitario. Andando a concludere, prendersi cura della propria salute quotidianamente, migliora il proprio sistema immunitario e viceversa.…

L’infinito puzzle di mirabili bellezze di cose da vedere a Lubiana

Con un castello abbagliante posto in cima alla collina come sua corona e un fiume color smeraldo ai suoi piedi, Lubiana appare come una splendida regina che, in maniera suntuosa offre un incredibile puzzle di bellezze da ammirare. In effetti, di cose da vedere a Lubiana ve ne sono davvero una infinità. Di conseguenza Lubiana cose da vedere, non è propriamente un argomento che può essere risolto con poche parole.

Infatti, sebbene sia di piccole dimensioni, Lubiana nasconde una ricca cultura, una moltitudine di attrazioni, di opportunità, di attività e di intrattenimenti folcloristici, che la fanno diventare una meta turistica imperdibile. Facilmente percorribile a piedi oppure in bicicletta, Lubiana, capitale della Slovenia, riesce, perfettamente, a combinare i comfort e i vantaggi delle grandi città con l’atmosfera rilassante delle città più piccole. Centro politico, economico e culturale nevralgico del paese, propone ai visitatori scorci unici come, ad esempio, quelli offerti dalle viuzze e dalle piazze del suo centro storico, oppure quelle dei vari localini ove, musicisti di strada, intrattengono i frequentatori.

Lubiana ha monumenti famosi in tutto il mondo, oltre che infinite passeggiate, con le quali è possibile godersi, con calma, tutte le sue bellezze. Il fiume Ljubljanica, ad esempio, attraversa il centro della città, tra una armoniosa miscela di edifici in stile barocco, Art Nouveau e nuove architetture, il tutto proprio ai piedi delle mura dell’antico castello che spicca sulla collina. Se sul lato ovest del fiume Ljubljanica sorge la città nuova e diversi moderni centri commerciali, il lato est è caratterizzato dal centro storico di Lubiana e dal suo castello.

Tra le varie cose da vedere a Lubiana, è imperdibile, ad esempio, il percorso che unisce Piazza Civica e Piazza Vecchia, così come è irrinunciabile il panorama offerto dai suoi tanti ponti, tra i quali il celebre Triplo ponte. Andando a concludere, dopo gallerie, musei, piazze e palazzi, ovvero il meglio del cosa da vedere a Lubiana, ci si potrà rilassare in uno dei tanti caratteristici caffè che si trovano lungo il fiume Ljubljanica, oppure dedicarsi alla degustazione delle genuine e tradizionali specialità enogastronomiche della Slovenia.

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Come si svolge l’operazione di liposuzione

In linea generale, durante la liposuzione, il chirurgo estetico pratica delle microincisioni che possono andare dai 2 ai 5 millimetri, per far introdurre la cannula nella pelle e succhiare il grasso superfluo tanto dalla superficie quanto in profondità. La procedura di intervento di liposuzione, viene eseguita in anestesia locale o generale, e questo a seconda del numero delle aree che si dovranno trattare.

Per quanto riguarda la sua durata è, anch’essa variabile. Per esempio, di massima una liposuzione per il lato interno delle ginocchia può durare una trentina di minuti, mentre per stomaco e cosce possono anche essere richieste due ore.

Per una leggera liposuzione, il ricovero dura un giorno, ossia si entra la mattina e si esce la sera. Invece, in caso di trattamento di grandi volumi e di anestesia generale, sarà necessaria una notte di ospedalizzazione. Al termine dell’intervento, il chirurgo andrà ad applicare una sorta di collant a compressione per ridurre l’edema postoperatorio.  

I rischi di una operazione di liposuzione

Come ogni tipo di operazione, anche la liposuzione comporta dei rischi. Infatti, vi possono essere complicazioni venose come la flebite, complicanze legate all’anestesia, ad allergie, a shock e a infezioni. Comunque, grazie alla capacità e alla professionalità di un chirurgo competente, questo tipo di intervento, potrà avvenire in tutta sicurezza.

 Qual è il prezzo di una liposuzione? 

Il costo di una liposuzione dipende dal numero di aree da trattare e dalla tecnica utilizzata e dalle spese della clinica. 

Cosa fare dopo un intervento liposuzione 

In genere, una liposuzione ben eseguita non danneggia la pelle. Tuttavia, è sempre consigliato indossare il collant giorno e notte per 3 giorni e, questo, proprio per limitare l’edema e le contusioni.  Successivamente, solo di notte da un minimo di tre settimane, fino ad un massimo di un mese.

Di solito, dopo un intervento di liposuzione, si potrà avvertire un dolore muscolare per una settimana, come se si avessero fatto degli addominali glutei per ore. La mancanza di retrazione cutanea, quando esiste, invece, è dovuta alla scarsa elasticità della pelle e, quindi, non è da considerare come una controindicazione assoluta all’intervento di liposuzione.

Tra i vari suggerimenti utili dopo una liposuzione, vi è l’evitare l’esposizione al sole o alla sessione UV per almeno un mese e lo svolgere una leggera attività sportiva come lo stretching, mentre è da evitare la pratica del tennis. Utile, poi, sarà una sessione di drenaggio palpato e linfodrenante da parte di un fisioterapista.

In conclusione, se l’effetto di una liposuzione è spettacolare dopo un mese, dopo un anno sarà semplicemente superbo.…